Cantico di Carmagnola

Navigando nel mare della canapa ho incontrato scogli, secche, derive e pantani;
ma anche acque incontaminate e spiagge mai sfiorate; atolli dorati e cime alte, profumate.
Luoghi di incantevole bellezza dove perdersi nella meditazione,
godendo di questo dono mai fino in fondo ricambiato;
ti ho amato e ti amerò ancora mia donna, mia signora Canapa.
Sei forte, sei robusta, sai essere delicata; sei preziosa, spiritosa e ti presti ad ogni esigenza.
Con te si può scherzare, ridere e ballare (ricordo ancora quelle serate, passate insieme, spensierate).
E soprattutto di te posso vestirmi, senza alcun pudore coprirmi;
evitando contatti pericolosi con la chimica e l’inquinamento,
che come dice quella: “è tutto intorno a te”.
Rispetto il tuo mondo e il mio, che in fondo è il nostro;
questo mondo, tenuto in affitto per i venturi a venire.
Sei supporto ai miei pensieri, che su te metto per iscritto;
senza più alberi tagliare, e montagne piangenti da disboscare;
quelle lacrime e ferite infatti, che solo la vegetazione sa asciugare e curare,
si riversano sotto forma di alluvioni sulle città degli uomini,
che più non sanno cosa natura dona e crea.
Questi uomini imbellettati e spenti,chiusi nelle gabbie di inferriate trasparenti,
illusi di sapienza e vigore,convinti di credenze ormai morte e sepolte:
non riusciranno a toglierci la speranza e il rigore.
Non potranno sopprimerti i dormienti senza sogni,
che non vedono, non sentono, non toccano;
incapaci di odorare, annusare, tutto ciò che intorno a loro
è vivo e reale, dinamico e sveglio, utile e vantaggioso;
che sembrano preferire il grigio fumo delle raffinerie e le polveri sottili cittadine,
che infestano, come gramigna, i polmoni e la salute della gente.
Io di te, con te mi curo, e il verde dei campi preferisco;
quella tua esplosione di gioia primaverile,
e tutto il resto del tuo ciclo, scandiscono per me il tempo,
armonizzandolo nelle diverse fasi di crescita della consapevolezza e della verità;
dell’essere del mondo nel mondo,
dell’essere tutto, sempre, in ogni luogo e in ogni momento.
Di te mi riscaldo con la tua massa,
e mi procuro e conservo l’energia e il calore che tanto in abbondanza sai dare.
Di te posso nutrirmi e sostentare; pulirmi e lavare;
con te tutto posso fare, niente mi manca.
E allora pronto a salpare in questo mare,
sollevando l’ancora legata a questa cima di te fatta; aprendo le vele, manco a dirlo, di te fatte!
Prendo coraggio e parto. Propiziando gli dei a te cari, mi avventuro in questo viaggio;
sostenuto da madre terra e appoggiato a te, lettore, che ricevi il mio messaggio.

Claudio Pomella
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